TitoloIl compimento del decimo anno dall'inizio dei programmi organizzati di vaccinazione contro il papillomavirus (HPV) impone una valutazione complessiva dei risultati finora ottenuti. E' questa l'ottica in cui si muove la giornata congressuale "10 anni di vaccino HPV" promossa dall'HPV-Unit e dalla Ginecologia Oncologica dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma

 

PREMESSE 

Uno degli aspetti salienti di questa vaccinazione, più che in altre, è il carattere multidisciplinare, cioè delle numerose e differenti figure mediche coinvolte. Volta per volta l'Igienista, il Ginecologo, il Pediatra, il Dermatologo, il Medico di Medicina Generale ed altri ancora, come l'Otorino o il Proctologo, sono chiamati (per la propria parte) ad illustrare in modo aggiornato e scientificamente corretto-coerente i vantaggi di questa vaccinazione sulla patologia HPV-correlata.

In altre parole, il tasso di adesione alla chiamata vaccinale, e pertanto il successo del programma in termini di beneficio, è direttamente proporzionale all'aggiornamento dei professionisti che ruotano attorno al programma stesso, ed alla loro capacità di convincimento.

In questi termini, la insoddisfacente adesione all'inizio del programma vaccinale è stata correlata, probabilmente, anche alla scarsa incisività e convinzione (dettati talvolta anche dall'esistenza di pregiudizi) di una parte non trascurabile delle suddette figure mediche.    

IL PROBLEMA DELLA COMUNICAZIONE

  • A questo va aggiunto, inoltre, l'effetto dissuasivo di parte dei mezzi di comunicazione in merito alle complicanze post-vaccinali di questa, come di altre vaccinazioni. Non c'è dubbio, infatti, che assistiamo frequentemente ad un impatto mediatico che sottolinea e privilegia l'evento avverso rispetto al beneficio.
  • Si deve quindi sottolineare la necessità, da parte nostra, di proporre una strategia comunicativa nei confronti dell'utenza che: 1- promuova la consapevolezza del bilancio positivo tra benefici ed eventi avversi; 2- legga la vaccinazione come una opportunità, piuttosto che una imposizione; 3- aiuti a comprendere la differenza del nesso di causalità rispetto a quello di casualità in tema di eventi avversi; 4- faciliti la scelta consapevole di protezione per i propri figli. Perchè questo possa avvenire è indispensabile che il medico sia aggiornato sull'andamento della vaccinazione e sull'entità dei beneifici clinici che, già in questo momento, sono stati accertati (vedi pagina successiva "Il beneficio post-vaccinale").
  • L'acquisizione di questa consapevolezza potrà contribuire al miglioramento della copertura vaccinale che in Italia, seppure con differenze geografiche non marginali, supera complessivamente il 70%.

LA VACCINAZIONE UNIVERSALE E IL VACCINO NONAVALENTE

  • Il superamento del programma vaccinale monogenere con l'inclusione dei maschi (previsto nel nuovo piano vaccinale) è, inoltre, un elemento di equità sociale. Servirà a ridurre la patologia HPV-correlata nel maschio e la trasmissione virale al/alla partner, proteggendo alcune fasce ad alto-rischio di malattia (MSM) e contribuendo pertanto al successo del programma stesso.
  • HPVInfine, un elemento di grande innovazione biotecnologica che si affaccia alla ribalta della vaccinazione HPV è rappresentato dall'immissione in commercio, anche in Italia, della nuova formulazione vaccinale nonavalente. Si tratta di una importante risorsa biotecnologica, in grado di migliorare il livello di protezione in entrambi i sessi. L'estensione della protezione vaccinale a sette genotipi ad alto-rischio (oltre ai due di basso-rischio) amplifica in modo straordinario la stima di prevenzione del cancro della cervice uterina (potenzialmente sino al 90%) e delle altre neoplasie HPV-correlate (oltre l'80%). La sinergia del vaccino con i programmi di prevenzione secondaria (screening ora mirati all'utilizzo dell'HPV-test come test primario -previsto in Italia entro il 2018-), consentirà nel prossimo futuro un livello di prevenzione globale impensabile sino a un decennio fa.

 

PER CONCLUDERE

Ecco perchè il compimento dei 10 anni di vaccinazione è un'ottima occasione per integrare, in termini multispecialistici, le esperienze clinico-scientifiche maturate in ambiti e setting diversi, a livello nazionale ed internazionale. Ci confronteremo con importanti personalità del mondo della ricerca scientifica mondiale sull'HPV, tra cui Xavier Bosch, Senior Consultant del Cancer Epidemiology Research Programme dell'ICO (Institut Català di Oncologia) e Maria Kyrgiou, Clinical Senior Lecturer in Ginecologia Oncologica dell'Imperial College di Londra. 

Come nella comunità scientifica di tutto il mondo si stanno moltiplicando gli eventi volti a puntualizzare il percorso vaccinale fin qui fatto (confronta anche "The HPV vaccine 10 years on: where are we now?), così noi intendiamo interrogarci su questo tema, sottolineando quant'altro serve ancora per implementare al meglio il più importante programma di prevenzione primaria oncologica mai attuato.

 

Luciano Mariani    Aldo Venuti    Enrico Vizza